EDISICILIA

"Jean Houel: Testimone dell'Euforia di Sant'Agata nel '700"

"Un Viaggio nel Tempo: La Festa di Sant'Agata attraverso gli Occhi di un Artista Francese"

Jean Houel (1780 ca.) ,Processione di sant’Agata, San Pietroburgo, Hermitage.

Jean Houel, noto per la sua acuta osservazione, ha lasciato un’eredità immortale attraverso le sue descrizioni della festa di Sant’Agata a Catania. La sua narrazione offre uno sguardo intimo su una delle celebrazioni più sentite della città, portandoci indietro nel tempo a un’era di devozione e festività comunitaria.

**L’Alba della Celebrazione:**
“Allo spuntare del sole le porte della cattedrale si aprono all’improvviso è l’interno della chiesa appare splendente di luce punto la folla lancia grida di gioia; prende il busto di Sant’Agata dall’altare e lo porta sotto un arco di trionfo, chiamato la Bara.”

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*La Processione Sacra:**
“Il busto, in argento e a grandezza naturale, occupa la parte anteriore dell’Arco, dietro si pongono le reliquie della Santa, il suo velo, la sua mano, il suo piede, una delle sue mammelle, un braccio; non si è potuto, infatti, ritrovare tutto il suo corpo. Queste reliquie venerate sono chiuse in un’urna d’argento, a forma di piccola chiesa gotica, dono, come mi è stato detto, di uno dei Principi francesi che hanno regnato la Sicilia. La piccola cupola che copre sia il busto che l’urna e sostenuto da 6 colonne corinzie, per le quali sono sospesi 18 lampade. La bara è sistemata su un’enorme lettiga sollevata e portata a spalla da cento uomini.”

**La Comunità in Festa:**
“Non appena varca la soglia della chiesa, scoppi di mortaretti tentano di farsi sentire attraverso il chiasso sfrenato, le acclamazioni e le grida della folla, che esprime la sua gioia con moti e trasporti smodati.”

**La narrazione di Jean Houel**
sulla festa di Sant’Agata non è soltanto un documento storico di inestimabile valore ma anche un ponte che collega il passato al presente, permettendoci di apprezzare la continuità delle tradizioni che definiscono l’identità di Catania. La sua arte e le sue parole restano un tributo eterno alla bellezza della fede e della comunità.

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